Inviato: Mar Feb 05, 2008 10:40 am Oggetto: TIM CUP FINAL EIGHT 2008 BASKET
Il programma delle gare
Giovedi' 7 febbraio
Ore 18,30: Montepaschi Siena – Scavolini Spar Pesaro
Ore 21,00: Lottomatica Roma – La Fortezza Bologna
Venerdi' 8 febbraio
Ore 18,30: Pierrel Capo d'Orlando – Angelico Biella
Ore 21,00: Premiata Montegranaro - Air Avellino
Sabato 9 febbraio
ore 18,30: Semifinale A (vincente Montepaschi vs Scavolini Spar-vincente La Fortezza vs Lottomatica)
ore 21,00: Semifinale B (vincente Pierrel vs Angelico-vincente Premiata vs Air)
Domenica 10 febbraio
ore 21,00: Finale _________________ Addio Raul... Addio Cucciolotto... sei e sarai sempre parte di me..
Avellino, il sogno si avvera: la Coppa Italia scende a Sud
11/02/2008 09:39
Basket a sorpresa: battuta la Virtus a Bologna
- La Repubblica -
Splendida sessantenne, nata infatti nel 1948, tocca il suo massimo cielo la società Scandone di Avellino, orgoglio d´Irpinia ieri seguita al Nord da duemila tifosi, molto fieri e colorati. Giustamente: hanno vinto la Coppa Italia, ed è un´impresa da sogno, compiuta ieri sbancando la finale in casa altrui (73-67): quella della Virtus, altrettanto fiera, solo più debole. Avellino è stata, come in tre sere di questa Coppa, sempre coro, mai una somma d´addendi: 18 punti di Smith, 14 di Radulovic, 13 di Righetti, 12 di Williams e Green. Poi la difesa. Non pareva nel catalogo di questo gruppo, lo è diventata per strada. Senza difesa non ci sono grandi squadre. L´Air, da qualche tempo, lo è.
Immersa fino a un anno fa nelle lotte per non retrocedere, l´Air è fiorita quest´anno azzeccando tutti gli acquisti, dal miniplay Marques Green, a 165 centimetri l´uomo più piccolo del campionato, al tiratore Devin Smith, all´erculeo centro Eric Williams, e al Righetti che pareva definitivamente intristito nella perdente routine romana. Ne hanno fatto una squadra di giocate scorrevoli e brillanti due allenatori che definire strana coppia è solo simpatia: Matteo Boniciolli, nato come figlioccio di Tanjevic, guida il gruppo e fa pure il gm, sotto l´ombrello del presidente Ercolino, un neofita conquistato da quelle cotte furibonde che si vedono nel basket, Tonino Zorzi, che a 73 anni resta il coach con più panchine in A (oltre mille), s´è riciclato assistente di lusso.
La finale. Abituata in questa Coppa a partire benissimo, la Virtus parte invece, stavolta, malissimo: 1/10 al tiro lei, 4/4 da tre l´Air. Totale: 12-2 dopo 5´. Ma entra Chiacig e rimonta a spallate, unico a sbrecciare la difesa irpina: solo per lui (12 punti alla pausa), Bologna non annega. I suoi esterni non l´infilano mai, contro una difesa che non dà spiragli, a costo di pagarlo coi banchetti dei lunghi di casa. Alla terza partita nel lungo week-end, entrambi i coach devono distillare energie usando molto le panchine: Boniciolli ha meno uomini, ma in vantaggio può centellinare meglio. Fatti però saltare, in apertura, più tappi di champagne, si ritrova all´intervallo con bicchieri avari: il +1 è quasi un pari per la Fortezza.
Ripresa. Due triple siderali di Spencer danno alla Virtus sorpasso e allungo, altre due di McGrath un +6, ma l´Air trova risorse dietro, srotolando la zona 1-3-1, che confonde Bologna, indotta a sparar solo da lontano. 55-53 al terzo intervallo, quando Best, che s´è stirato nel primo quarto, torna in parterre in jeans. Finale finita e la defezione del leader ammutolisce l´arena. La Virtus s´aggrappa ai suoi esigui vantaggi, Avellino deve trovare l´onda giusta. Sorpassa a 4´32´´: 63-61. Poi regge. Di là, sono 6 i punti bianconeri in 7´ stremati d´ultimo quarto. Non c´è più squadra né fede. Di qua, c´è solo la festa dei verdi. E le lacrime mute di coach Boniciolli.
WALTER FUOCHI _________________ Addio Raul... Addio Cucciolotto... sei e sarai sempre parte di me..
La coppa Italia è Green. Una marea verde cala dalle tribune del PalaMalaguti quando la sirena finale sancisce il 73-67 del primo, storico successo irpino. Voluto e meritato, per quello che Avellino ha saputo fare fin qui dall’inizio della stagione, in campionato e nelle Final Eight. E’ tutta qui la differenza rispetto una Virtus che da troppo poco tempo è tornata giocare come vorrebbe il blasone. Green è anche il piccoletto che nel finale ha trovato la freddezza per segnare i 4 liberi decisivi: un mix di esplosività e mano calda che coach Boniciolli e il vice Tonino Zorzi sanno far rendere al massimo. Come Smith, Williams, Radulovic e Righetti: questa Air non è una meteora e se la gode il presidente Ercolino, uno che è irpino anche nella suoneria del telefonino.
NERO E VERDE - Chi si aspettava una partenza lanciata della Virtus (+12 con Biella, +15 a Treviso, +13 con Roma nell’ultimo mese) scopre, invece, di che pasta è fatta l’Air: Radulovic inizia con due stoppate e la tripla del 3-0. E pensare che non doveva giocare per un versamento al ginocchio destro rimediato in semifinale. Son fatti così, ad Avellino: in più di 2000 si fanno 600 chilometri per poi esporre a Casalecchio un legittimo “Benvenuti al Pala Del Mauro”. L’inferno scatenato sugli spalti galvanizza Smith: 3/3 dai 6.25 per il 17-8 che costringe Pasquali a correre ai ripari: fuori un irriconoscibile Bell per Di Bella e soprattutto Crosariol per Chiagic. E’ “Ghiaccio” a rompere il dominio irpino con 9 punti in meno di 5’: anche mandarlo in lunetta non è una buona idea perché stasera i liberi entrano (6/7 a metà gara).
SMITH E MCGRATH - Avellino resta avanti: 18-13 alla fine del primo, 27-23 a metà del secondo periodo. Se la Virtus tiene è ancora grazie a Chiacig e Giovannoni, mentre in casa Air si sveglia Williams (9 punti in 6’). L’aggancio è a 1’45’’ dal riposo: la tripla di Blizzard vale il 34-34 (37-36 a metà). Superato l’imbarazzo iniziale, Bologna è pronta a fare la partita: il sorpasso è al minuto 1’30’’ del terzo con 2 liberi di Crosariol (37-3. Le triple di McGrath, poi, scavano il massimo vantaggio (+6 al 26’). Avellino non molla (merito di Green) e all’inizio del ultimo 10’ centra il nuovo sorpasso con Smith da 3 (56-55). Di McGrath l’immediato 56-58 che riporta avanti Bologna. A 6’ dal termine una rimessa che nemmeno l’istant replay riesce ad assegnare: dalla palla contesa esce alla grande Avellino con i canestri di Williams dell’ultimo sorpasso (63-61). Tripla di Smith, sciagurato quinto fallo di Anderson e Best e la Virtus non risale più, tra la rabbia dei tifosi (seconda sconfitta consecutiva in finale) che solo gli steward riescono a bloccare. Avellino campione d’Italia, per una notte.
SQUALIFICA E POLEMICHE - Post partita avvelenato, con la squalifica di due turni al campo di Bologna per una tentata aggressione agli arbitri, subito stroncata dagli steward. La sanzione è stata commutata in 12mila euro di multa, ma il patron bolognese, Sabatini, è sbottato: "Se questo è il ringraziamento per aver organizzato l'evento per la prima volta senza forza pubblica e con la sicurezza garantita dagli steward, allora non organizzeremo più nulla".
dal nostro inviato
Claudio Lenzi _________________ Addio Raul... Addio Cucciolotto... sei e sarai sempre parte di me..
Ercolino: 'L'Air arrivera' lontano". Boniciolli: 'Semplici e organizzati, ecco il nostro segreto'
11/02/2008 01:06
- Basketnet -
E' il momento della festa per Avellino con il presidente Ercolino che arriva visibilmente emozionato in sala stampa ancora incredulo per questa vittoria, se penso che ad agosto nemmeno conoscevo le regole di questo gioco ed ora sono qui con il trofeo nelle mani mi sembra tutto incredibile. Ringrazio di cuore il presidente Sabatini che ci ha fornito una ospitalità splendida, una persona di grandissima sportività, quella vera che rappresenta lo sport pulito che io e lui vogliamo divulgare sempre”.
Il patron irpino non fa smettere di sognare i suoi tifosi:”Io penso che arriveremo lontano, non so se faremo altre manovre anche perché il gruppo è armonico così, dovessimo arrivare in Eurolega ovviamente il discorso cambierebbe”.
E' il momento dei ringraziamenti anche per coach Matteo Boniciolli:”Io vorrei solo ringraziare tutti, a partire dalla società che ha creduto in me, ai giocatori che sono stati fantastici giocando sempre con intensità e concentrazione, a Tonino Zorzi che ho l'onore di avere tra i miei collaboratori e che ci ha aiutato a rendere questo attacco fluido ed efficace".
Penso – continua l'allenatore della Air – che l'organizzazione e la semplicità del nostro gruppo siano state la nostra forza, adesso molti sognano in grande e chissà se dovremo ampliare anche il palazzetto per andare in Europa, però restiamo con i piedi per terra anche se oggi è il momento di goderci questa festa”. _________________ Addio Raul... Addio Cucciolotto... sei e sarai sempre parte di me..
A Bologna l’impresa dell’Air Avellino di Boniciolli
11/02/2008 09:32
- Il Messaggero Veneto -
AIR
LA FORTEZZA
73
67
AIR AVELLINO Green 12, Smith 18, Righetti 13, Radulovic 14, Williams 12, Cavaliero 1, Burlacu, Bryan, Ortiz 3; non entrati: Lisicky, Paolisso e Iannicelli. Coach Boniciolli.
LA FORTEZZA BOLOGNA Best, Spencer 9, Anderson 9, Giovannoni 10, Crosariol 2, Di Bella 1, Chiacig 12, Michelori 8, Garri 1, Blizzard 3, McGrath 12; non entrato: Da Ros. Coach Pasquali.
ARBITRI Facchini, Cicoria e Sahin.
NOTE Quarti: 18-10, 37-36, 53-55. Tiri liberi: La Fortezza 21/26, Air 25/33. Tiri da tre: La Fortezza 8/29, Air 10/22. Spettatori: 8.500.
È eloquente l’abbraccio a centrocampo, poco dopo la sirena finale, tra Matteo Boniciolli (che dedica il successo al suo maestro, Boscia Tanjevic) e Tonino Zorzi.
Il duo tecnico della nostra regione ha partorito un miracolo grande così. L’Air Avellino ha conquistato la coppa Italia 2008 superando i padroni di casa de La Fortezza Bologna e succede nell’albo d’oro alla Benetton Treviso che lo scorso anno sconfisse sullo stesso campo la stessa squadra caduta ieri.
I biancoverdi hanno meritato questo successo, il primo della storia della Scandone, giocando una partita accorta ed energica. Di contro, La Fortezza non ha demeritato, ma nella volata finale l’Air s’è dimostrata più pronta.
La partenza nella contesa dell’Air, orchestrata perfettamente da Green, è di un’intensità purissima e sforna un 4/4 nelle triple (5/9 a fine primo quarto) per il 2-12 al 4’. La Fortezza si sblocca solo quando entra Chiacig (13-17 all’8’), ma nel secondo quarto Avellino continua ad attaccare con pulizia e ottime spaziature: 23-29 al 16’.
Sono i possessi extra nati grazie ai tanti rimbalzi offensivi che permettono a Bologna di pareggiare per due volte al 19’(34-34 e 36-36) e dopo il riposo, pur senza Best a causa di una contrattura a una coscia, La Fortezza raggiunge il suo primo vantaggio con due liberi di Crosariol (38-37 al 22’) e allunga con le triple (5/11 nel quarto di squadra) di Spencer e Mc Grath: 52-46 al 26’.
Nel momento di maggiore produzione offensiva de La Fortezza, Avellino non affonda e con la zona 1-3-1 respira (55-56 a -9’47), però McGrath imbuca nuovamente dai 6,25: 58-56 al 32’. Non basta perché Green mette in ritmo chiunque e l’Air riaccende la freccia con Williams e l’Mvp della kermesse Smith: 61-63 a -4’32.
Da lì in avanti, passando per la giocata chiave a -1'05 di Cavaliero (sfondamento preso su Spencer) e per i liberi della sicurezza insaccati da Green proprio come nei quarti contro Montegranaro, Avellino rimane in controllo e al 40’ scattano i festeggiamenti con i 2000 tifosi biancoverdi, che hanno invaso il palaMalaguti, pazzi di gioia.
Massimo Fontanini _________________ Addio Raul... Addio Cucciolotto... sei e sarai sempre parte di me..
11/02/2008 09:34
L’Air conquista la sua prima coccarda condotta per mano da Green
- La Tribuna -
Il biancoverde si tiene la Coppa Italia. A quello della Benetton succede quello di Avellino. Lupi che sbranano una Virtus stramazzata al suolo negli ultimi due minuti, decimata dai falli ma stroncata da un avversario straordinario per tenuta mentale, oltre che fisica e tecnica.
Un Avellino creatura di Boniciolli e paron Tonino Zorzi, che gioca la pallacanestro più bella in Italia, un passing game da filmare con una gioia, un divertimento che sono merce rara in questo momento. Bellissima finale comunque, durata sino all’ultimo respiro o quasi, tantissimi vantaggi dall’una o dall’altra parte. Ed ora un’intera provincia che si affaccia al palcoscenico che conta e che ha già iniziato la festa. Il fuoco lo aprono (4/4 da tre) Radulovic, Righetti e Smith, choccante 12-2 al 4’, a Bologna la paura di perdere diventa terrore che fa tremare gambe e mani e siccome da lontano non ci prende mai i palloni finiscono spesso nelle manone Crosariol, con esiti non esaltanti. L’Air ha la forza dei nervi distesi, i pick and roll fra Green ed i suoi compagni sono da manuale e la palla gira meravigliosamente bene, anche se Williams si mangia un paio di cesti già fatti e, soprattutto, non si vive solo di tiro pesante. Fatto sta che i verdi veleggiano abbastanza tranquillamente al comando (20-13 all’11’) anche perché Cavaliero non è Best e la crescita di Williams contribuisce a disinnescare il gran lavoro della difesa di Pasquali. La Virtus tira male ma acchiappa le carambole offensive e con un Chiacig monumentale (12 punti e 5 rimbalzi alla pausa) arriva a -3 (21-24 al 14’) nonostante Smith continui a martellare dai 6.25, riguadagnando presto un +7. Quando però il ritmo si abbassa e la Fortezza riesce a far lavorare Avellino in difesa Giovannoni, pure lui già in doppia cifra, si incarica di firmare il 31-32 del 18’, prima che Blizzard impatti a 34 da tre. Il fatto che subito dopo Anderson si divori il primo sorpasso e Best sia out per una contrattura ad una gamba non scuote il popolo bianconero, consapevole che la sua squadra squadrasi sia definitivamente sintonizzata sulla frequenza giusta e fiduciosa che nella ripresa arrivi il cambio di marcia. Ed ecco infatti il primo sospirato vantaggio con un 2/2 dalla linea di Crosariol, evento che gasa Spencer che sgancia un paio di bombe, un’altra di Mc Grath (se arriveranno altre tre) fa arrampicare Bologna sul 49-43 ed il sogno comincia a materializzarsi. Boniciolli sul 46-49 tira fuori l’arma della disperazione, la 1-3-1 che qualche imbarazzo in vero lo procura, al punto da far perdere palla per 24». I problemi degli irpini ora sono, stranamente, in attacco (16 punti in questo quarto) dove, con la mancanza di Williams (botta ad una spalla, tornerà nell’ultimo periodo), Bryan lo fa rimpiangere. E mettiamoci anche un paio di aiutini» arbitrali alla Virus, niente di scandaloso ma in una gara testa a testa si fanno sentire. La quinta tripla di Smith ad inizio di ultimo quarto riporta avanti i”green» (56-55), la Virtus sa che non può mollare ed infatti reagisce, ma i falli fanno fuori Mac Grath e Spencer, Pasquali non sa più che pesci pigliare e deve affidarsi a Di Bella e Michelori e Garri. La qualità ne risente mentre dall’altra parte Green torna a fare le magie.
Si entra allo sprint con l’Air che mantiene un’incollatura, sono tre punti che Bologna non rimonterà più. Il gioco del fallo sistematico fa accorciare le braccia un pò a tutti, uno come Radulovic fa 0/2 ma i bolognesi non fanno di meglio, sul +3 è sempre il piccolo grande uomo Marques Green a mantenere avanti i suoi, la Fortezza si fa prendere dall’angoscia, vede la un’altra Coppa sfilare sotto il naso. A 27» tre bombe felsinee s’infrangono sul ferro, è Green che vola in contropiede a suggellare un trionfo incredibile, ma tutt’altro che casuale: una squadra che riesce a maramaldeggiare al Palaverde, che detta legge spesso anche in trasferta deve essere tenuta in considerazione anche per lo scudetto. Intanto che si goda questa Coppa Italia, è assolutamente meritata. _________________ Addio Raul... Addio Cucciolotto... sei e sarai sempre parte di me..
Domata la Virtus, ora il sogno diventa lo scudetto
- Corriere della Sera -
È tutto vero. Incredibile, ma vero. Avellino, che solo due anni fa era stata ripescata in serie A a causa del fallimento di Roseto, entra nella storia del basket. Doma la Virtus (73-67), la batte a casa sua, anzi, nella Fortezza. Per la prima volta presente in un summit al vertice del movimento, subito al bersaglio grosso. Meritatamente. Il riconoscimento va alla squadra che gioca il miglior basket del campionato e al coraggio del suo allenatore, Matteo Boniciolli, cresciuto (molto) alla scuola di Boscia Tanjevic: ha saputo uscire dall'overdose di pick and roll e aprire il gioco alla transizione e all'organizzazione tattica. Una fortissima identità, per l'Air Avellino: ora il grande sogno diventa contendere lo scudetto a chiunque lo voglia fare suo.
Eppure era attesa solo la gran Dama in raso bianco: la musica che sale, schiere di fotografi che sgomitano per rubare le prime immagini della Virtus predestinata e annunciata al primo acuto stagionale. Invece il loggione era scosso dall'onda anomala, dal fremito di ribellione di più di tremila sciarpe irpine, il coro di rivolta di Avellino. La scena si apre nella giungla, l'inferno verde della difesa dell'Air dove soffocano tutti gli attacchi bolognesi (1/11 al tiro in partenza per la Virtus), con Righetti micidiale che tiene il fuciliere Spencer a secco per 17', mentre i cacciatori campani intingono le frecce nel curaro di un 4/4 da 3 punti che imprime il primo allungo (12-2 al 4').
Ci vuole il machete di Bob Chiacig (12 punti nel primo tempo) per aprire il sentiero che riporta Bologna in parità (36-36 al 19') e al primo sorpasso (38-37 al 21') con due liberi di Crosariol. Indice di speranza per la Virtus: il dominio (22-11) ai rimbalzi. Ed è il controllo dei cieli che permette alla Fortezza volante di Bologna di scaricare a sua volta una pioggia di triple (3 di McGrath e 2 di Spencer) che aprono qualche cratere nella difesa irpina e portano la Virtus al massimo vantaggio (52-46 al 26'). Lo annulla l'alchimia tattica della difesa a zona «flottante» di Boniciolli, che riporta avanti l'Aìr (56-55 al 31'). Tutto e tutti pronti per il drammatico atto finale. Lì bruciano le buone intenzioni della Virtus, con la bordata del 66-61 di Smith (eletto «mvp» della finale) e i tiri liberi di Green a lastricare la via dell'inferno per Bologna.
Werther Pedrazzi _________________ Addio Raul... Addio Cucciolotto... sei e sarai sempre parte di me..
L’impresa di Bologna spalanca anche le porte dell’Europa con la partecipazione al trofeo «Uleb»
- Il Mattino -
Avellino si riscopre città «pazza» per il basket grazie alle imprese dell'Air Avellino di coach Boniciolli e del presidente Ercolino, capace di ottenere risultati tali da indurre tantissimi sportivi ad invadere Bologna per vivere insieme il sogno, realizzato, della conquista della Coppa Italia nella finalissima di ieri sera contro i padroni di casa de «La Fortezza». Circa mille nella prima giornata contro Montegranaro, poi 1.500 nella semifinale contro Biella, fino a raggiungere le duemila unità nella storica, indimenticabile finale di ieri sera. Nessuna altra squadra è stata capace di attirare tanti sostenitori, padroni di casa a parte. «Adesso vogliamo lo scudetto», «Ercolino portatoci in Europa» gli slogan scanditi a Bologna da tifosi ebbri di gioia che hanno invaso il parquet del «Palamalaguti». Tante le famiglie con i bambini al seguito, in una serata da incorniciare che resterà storica per le emozioni che ha saputo regalare. Tra i più commossi a Bologna, uno che ha scritto pagine importanti nella storia cestistica avellinese. Ciro Melillo, 72 anni, una serata così l'aveva sempre sognata. «Non pensavo di trascorrere momenti intensi come quelli vissuti in questi giorni bolognesi. Bello, straordinario, eccezionale: non ho aggettivi per descrivere le mie sensazioni. Questa squadra ci ha regalato enormi soddisfazioni e tante ancora, sono certo, ce ne regalerà. Possiamo giocarci lo scudetto». Erano migliaia gli avellinesi che hanno invaso le strade e nelle piazze di Bologna nella domenica del successo. Gli Original Fans hanno piazzato il loro quartier generale a Rimini e hanno festeggiato per tutta la notte. A ruba le magliette stampate per l'occasione con la scritta «Io c'ero». E per tutta la notte Bologna (che domani ospiterà la gara della squadra di calcio impegnata proprio contro l’Avellino), è stata tutta biancoverde. Di emozioni forti parla anche Larry Middleton, oggi dirigente della Scandone dopo esserne stato il capitano in campo nei primi anni di A1. «Per me è la pagina più bella da quando sono ad Avellino. Ora tutti devono sapere che anche per il tricolore bisognerà fare i conti con l'Air Avellino». Tutti hanno visto, sugli schermi di Sky, la gioia del patron Vincenzo Ercolino a fine gara. La notte scorsa, in una notte di grandi festeggiamenti, quasi non voleva mollare la preziosa coppa, anche i giocatori hanno dovuto ...fare i conti con lui per poter posare davanti ai fotografi con il trofeo. Dino Preziosi, direttore generale dell’Air, sogna una sfilata in città in pullman, della squadra: «Ma I giocatori sono stanchi - spiega a notte fonda - vorremmo cercare di festeggiare anche ad Avellino, la città e l’Irpinia lo meritano». Certo è che Avellino e l’Irpinia hanno già riscoperto, grazie all’Air, l’orgoglio sportivo, l’orgoglio biancoverde. Ed è gioia grande
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