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Inviato: Gio Feb 22, 2007 10:16 am Oggetto: COMUNICATO STAMPA SONY-BMG
Dove abitano le canzoni? Dove sono quando ancora nessuno ha avuto l’ispirazione di scriverle?
Forse stanno appese a un albero, sono lì con le sembianze di giocose fate, attendono la luce buona per riflettere il magico pensiero della creatività.
E in quell’albero scorre la linfa delle emozioni, dei suoni, dei respiri, della vita che richiede complicità per essere vissuta profondamente,
la linfa dell’amore gioioso e di quello malinconico, l’amore come totalità delle sensazioni umane.
“L’Albero delle Fate” è il nuovo disco di Mango. E usiamo la parola “disco” come si usava una volta, non per nostalgia,
ma per ribadire la volontà di considerare il lavoro di musicista nella sua accezione più antica di comunicatore di emozioni,
qualità che l’epoca digitale rischia di trascurare a favore di una fruibilità superficiale e di una freddezza numerica.
Un disco, dicevamo, in cui le canzoni hanno titoli importanti, formano un organico, anzi, un organismo, si spalleggiano, si rincorrono,
creano un palcoscenico in cui la voce esprime il desiderio di ardere e ardire, raggiungere luoghi che ancora non aveva visitato.
Mango è così, il più audace degli sperimentatori e il più fine dei romantici. Ha scritto questi nuovi dodici brani durante l’ultimo anno,
vissuto come sempre al massimo della velocità, tra un impegnativo tour e il lavoro dedicato alla stesura del suo secondo libro di poesie “Di quanto stupore”.
Immerso nell’atmosfera “fatata” della sua Lucania, Mango ha riunito i suoi collaboratori, lo storico arrangiatore e programmatore Rocco Petruzzi
e il nuovo acquisto Carlo de Bei, chitarrista e autore, per piantare il seme, innaffiare amorevolmente e vedere crescere giorno dopo giorno “L’Albero delle Fate”.
La canzone sanremese, “Chissà se nevica”, è una dichiarazione di intenti, nessuna concessione alla tradizione, se non nella spiccata vena melodica del ritornello,
che si poggia comunque su un arrangiamento ricchissimo e come sempre votato alla modernità.
Nella stessa direzione vanno “Sensazionale”, “Che difficile canzone sei”, “E ti amo più di me”,
brani in cui gli intrecci delle chitarre contrappuntano sonorità elettroniche scelte con gusto smaccatamente anglosassone,
a confermare le tonalità internazionali che caratterizzano quest’artista sin dagli inizi.
I mid-time “L’albero delle fate”, “Dentro me ti scrivo”, insieme alla ballad “La fine delle poesie”,
costituiscono quello spazio orizzontale su cui Mango ama stendere la sua vocalità, che oggi sembra aver guadagnato un’estensione mai raggiunta in passato.
Il sapore andaluso di “Passo flamenco”, conferma la passione di Mango per la mescolanza dei ritmi latini e pop, in un quadro esaltato dalle tinte sensuali di un testo veramente poetico.
“La saggezza e il pane” e “Seme di mandarino” formano un’accoppiata in cui convivono la vena blues alla Prince e l’estro creativo alla Peter Gabriel,
le scelte armoniche e sonore si fanno più ardite, ci si spinge oltre senza perdere di vista la propria identità musicale e culturale.
“Sorprenderò l’immenso”, impreziosita da un emozionante arrangiamento per archi di Geoff Westley, è l’acuto romantico al quale Mango si concede totalmente,
un’immersione nelle profondità dell’anima essenziale della musica, lì dove la voce è il pennello con cui si dipinge il proprio autoritratto.
Una nota a parte per “Ai tuoi sogni”, che è l’unico brano non firmato da Mango; l’artista ha infatti voluto interpretare una intensa canzone sulla libertà interamente composta da Carlo de Bei, fornendone una scarna ma intensa versione acustica per chitarre e voce, tutto questo a sottolineare l’efficacia di una collaborazione che dura ormai da quasi tre anni.
L’apporto di Carlo de Bei come paroliere si fa notare anche in altri brani del disco e rappresenta una novità, considerato che da tempo,
Mango, ha abbandonato le storiche collaborazioni con alcuni tra i più grandi autori italiani, decidendo di scrivere in proprio anche le liriche.
Quest’ultime sono il tappeto intarsiato di poesia su cui volano i suoni e i canti; a volte appesi a una dimensione onirica, altre volte illuminati da sanguigno realismo,
i testi sono l’ideale prosecuzione di un percorso e di una ricerca davvero supportata da un’affascinante ispirazione.
La voce di Mango è protagonista assoluta, racconta di un artista nel pieno della maturità, è ancor più ricca di sfumature e armoniche, l’estensione è aumentata,
la coloritura nelle frequenze basse è straordinaria e il semi-falsetto è di un’intonazione perfetta e si muove su una tessitura altissima.
Ciò che colpisce maggiormente è comunque la qualità eccellente dell’ispirazione, sia nella composizione che nella scelta degli arrangiamenti,
frutto della sensibilità raffinata di Rocco Petruzzi, sostenuto in un paio di episodi dall’esperto Geoff Westley.
Infine una menzione per i musicisti, l’organico base della band, composto dall’inossidabile coppia ritmica Giancarlo Ippolito alla batteria e Nello Giudice al basso,
dalle chitarre di Carlo de Bei e ovviamente dalle tastiere di Rocco Petruzzi. A dar lustro all’album la collaborazione del bassista John Giblin, del chitarrista Luca Colombo,
del saxofonista Pasquale Laino e della violinista Demy Laino.
Inoltre la presenza di alcuni ospiti come il bassista Roberto Gallinelli, il chitarrista Fabrizio Leo, il batterista Lele Anastasi.
Nella title-track si dice:
“Qui il senso della vita è come l’albero delle fate, che cresce forte come un mantello in cui riavvolgo, in me, questo e quello”;
beh, Mango ha avuto molta cura di quest’albero, ha usato amore e passione e ora attende la stagione dei frutti, che saranno buonissimi, ne siamo sicuri.
fonte:
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L'ultima modifica di Fabio il Sab Giu 30, 2007 11:50 am, modificato 2 volte
come sempre un capolavoro
bei titoli e sicuramente bellissimi testi e musica
non ci resta che aspettare......... poco per fortuna _________________ " Così son le cose, immortalano le loro stesse cose e noi a guardarle"
non so perchè..ma m'ispira molto "dentro me ti scrivo" _________________ « Ci sono coloro che guardano le cose come sono, e si chiedono perché..... Io sogno cose che non ci sono mai state, e mi chiedo perché no. »
(R. F. Kennedy, citando George Bernard Shaw)
_________________ « Ci sono coloro che guardano le cose come sono, e si chiedono perché..... Io sogno cose che non ci sono mai state, e mi chiedo perché no. »
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